

Ho sognato le giraffe nel primo sole dell’alba...








Nelle foto dall'alto le aragoste di Barbuda, la nostra barca Ausone fotografata dai veronesi, io fra gli stessi durante l'ultima cena prima del ritorno e infine la spiaggia di Barbuda così come la vedemmo noi.



Non ricordo quale generale tedesco disse una volta che non bisognerebbe mai tornare nelle città dove si è stati felici...



Alla fine come previsto dai più è stato nominato IRB Player of the year Shane Williams, ala del Galles, "finisseur di razza" e rivincita dell'uomo "normale" fra i superman (che sia questo il motivo?). Negli ultimi anni il premio era andato a Daniel Carter, Richie McCaw, Schalk Burger e Bryan Habana. Ok Williams ha fatto 6 mete nel 6 nazioni vinto dal Galles, ma consideriamo che a 31 anni ha segnato 43 mete in 62 test, molte delle quali a squadre tipo Italia (ahimè) o Scozia. Habana, per fare un esempio, che comunque ha avuto una "pessima annata", a 25 anni ha segnato 32 mete in 39 test perlopiù contro Australia e All Blacks! Ora secondo me all'IRB hanno scherzato: il capitano degli All Blacke Richie McCaw sarebbe di gran lunga il giocatore più forte (neanche nominato nei 5!): Super14, Tri Nations, Bledisloe Cup e Grande Slam delle Home Nations vinti sotto la sua guida (n.b. sconfitte a Dunedin e Sydney senza di lui) in un ruolo ben più influente di un'ala. E se non ci stesse simpatico McCaw abbiamo una lista lunga: Carter, De Villiers, Giteau, Sooialo, Burger... tutti giocatori che hanno avuto buonissime annate al livello più alto possibile in questo sport. Nei forum che seguo dell'emisfero sud al di là di una certa partigianeria la scelta di Williams ha fatto ridere se non indignare tutti quanti. Io che seguo da anni il rugby in tv e li ho visti giocare tutti temo cha stavolta abbia vinto la politica. Intendiamoci: massimo rispetto per il gallese, ma il "migliore del mondo" è tutta un'altra cosa.


Buongiorno regina! Sapessi che strana mattina 




Uno dei giorni più belli dei miei anni '90: il concerto dei Nirvana a Modena nel '94. Ci arrivai di ritorno dai Caraibi con un nuovo amore, che sarebbe finito in fretta, ma intenso (come scriveva Umberto Saba: Durano sì certe amorose intese quanto una vita e più. Io so di un amore che ha durato un mese, e vero amore fu...). Rammento il fumo, dentro al Palasport e dentro ai baci di lei, nel buio. La musica assordante e quella voce. Quando Kurt Cobain attaccò questa canzone, un classico di David Bowie, molti non la riconobbero, ma io me la ricordavo bene e per sempre mi è rimasto impresso l'urlo di angoscia alla fine, urlo che manca ad esempio nella versione dell'Mtv Unplugged. Roba da accapponare la pelle. Un presagio di dolore senza fine. E di una fine vicina.
Poi, dopo anni, ho scovato su You Tube questo video registrato amatorialmente che documenta quella performance e posso ora condividerlo. La qualità è pessima naturalmente, ma il valore per me è enorme: ricordi di una stagione troppo ricca di emozioni per ripetersi. Ricordi d'amore e di morte: meno di un mese e mezzo dopo, il 5 aprile 1994, Kurt Cobain si sparava nella sua casa a Seattle. E noi non fummo mai più gli stessi.
I nominati sono: Shane Williams e Ryan Jones, rispettivamente ala e capitano del Galles; Mike Blair, mediano di mischia della Scozia; Sergio Parisse, n° 8 dell'Italia e infine, unico rappresentante dell'emisfero Sud!!!, Dan Carter, numero 10 degli All Blacks e già vincitore nel 2005.




Un percorso attraverso i ricordi e la vita reale, senza limiti di campo e aperto ad ogni nuova idea...