
C'è un gallo nella mia 128, ma non lo riesco a prendere e sta riempiendo tutto di piume, quante piume, di tutti i colori. Sono piume di un cuscino e si attaccano dappertutto. E un cappello d'alpino fa ombra contro il muro della stanza. E il padre di Marco parla con le parole di Bruto: "l'umiltà è la scala dell'ambizione ai primi passi..." Ci sono tanti generali adesso. E mi viene in mente Hemingway che dice che Napoleone ha insegnato a scrivere a Stendhal. Forse è vero. E penso al generale Giap: "Sarà una guerra fra la tigre e l'elefante...". Con quello che segue. E penso a "Un mercoledì da leoni" che a Marians non è piaciuto. A Emilio è piaciuto, ma non gli piacque "Ragtime". Io non l'ho visto ma mi è piaciuto "Excalibur". Ad Andrea "Excalibur" ha fatto schifo, come "Blade Runner", che però ha deluso anche Chicco. Ma il più brutto è stato "Spara alla luna" che è piaciuto a Marco che ha apprezzato "La notte di Sn Lorenzo", che è piaciuto a tutti ma non interessava quelli che han visto "Missing", che io dovevo vedere con Silvia ma non ne ho avuto più voglia e ho preferito rompere una corda di chitarra suonando canzoni che non mi piacevano solo per far piacere a qualcuno. E questo è tipico. Ma vedo anche tante scatole di fiammiferi in un retrobottega buio, con gli scaffali allineati pieni di ogni ben di Dio. E in fondo c'è la figlia di Klaus Kinski, che recita per Herzog, non quello di Nosferatu, ma quello dell'Annapurna. Tutto ciò non ha senso. Ma mi vedo a 18 anni in Calabria. Tu dov'eri? Dov'ero io quando tu avevi 18 anni? Una foto di mio babbo soldato con Romolo Valli.
Luci rosse in uno stadio di notte. Ventimila e più scheletri applaudono un figlio del Voodoo. Credo che sia lui perché ha la Fender bianca. Ma ecco una tavola rotonda. E intorno un re, un cavaliere, un prete e un giornalista. Re Artù o Enzo Biagi? Dipinti. Quadri. Mosaici. Soffitti affrescati. Buio di nuovo. Il sotterraneo del Rizzoli. Il sottopassaggio di via Rizzoli. La macchina non va in moto. Non è facile addormentarsi. Ecco che gioco a carte con Giorgio e non riesco ad accusare punti. Dov'è finita la mia fortuna. Non certo in una schedina del Totocalcio. Un bar di campagna. Fumo. Luci. Buio. Due vecchi fanno a braccio di ferro. Dissolvenza. Ho la bocca piena di spine di pesce e più ne tiro fuori più ce ne sono. Angoscia. Patrizia dà l'esame vestita da studente di college americano: in nero con quel cappello quadrangolare, come Gilberto, il nipote di Pippo. E' bellissima lo stesso. Come la Nanni. No, è una cosa diversa. Scatole di medicine. Andrea e suo padre che giocano in doppio contro me da solo. Non ce la faccio a respingere tutte le palline che mi tirano. Scappo. Non sono allo Junior. Sul campo del Piccolo Paradiso. Freddo cane e funghi dietro le porte. Funghi come in un libro di fiabe. Bobaccio vestito da Holmes sul vecchio Motobi. La ragazza di Ipanema. Un semaforo rosso. Traffic. Steve Winwood che canta John Barleycorn dal mio vecchio stereo rotto nella casa di Marco a una festa tanto tempo fa. Pino Daniele al palazzo. La Paola e l'Alessandra in 124 con le pellicce di visone. Goz che stende Stefano da dietro. Attenzione alla caviglia! No quello era successo prima...

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