
martedì 30 settembre 2008
L'ultimo dei pensionati

Jim Corbett

Jungle Lore
The Temple Tiger and more man-eaters of Kumaon
Tree Tops (quest'ultimo ambientato in Kenya durante il soggiorno in quell'hotel della regina Elisabetta nel 1952)
Under the shadow of man-eaters - Jerry Jaleel
Non riesco nemmeno a immaginare il coraggio che si deve aver avuto per andare da soli sulle tracce di quelle tigri (o leopardi) antropofaghe di cui racconta per affrontarli a distanza ravvicinata, magari al buio, trasformandosi da cacciatori in prede, dopo giorni di disagi, camminando nelle montagne per chilometri, spesso coi nervi tesi per la sensazione di essere spiati dai felini in agguato. E la fatica e lo stress delle veglie notturne su ripari precari in cima a un albero senza poter muovere un muscolo per ore, fare il minimo rumore che potesse vanificare l'attesa di uno sparo liberatore. Per dare un'idea del terrore cui venivano sottoposte quelle regioni dalla comparsa di un antropofago - veri e propri coprifuoco imposti ai villaggi per mesi e mesi - basterà leggere qualche pagina di un suo racconto. Magari ne tradurrò qualcuna in futuro, ma giusto per darvi l'idea dell'impatto:
1907 - The Champawat man eater (tigre femmina)
1910 - The Panar man eater (leopardo)
1910 - The Muktesar man eater (tigre femmina)
1912 - The Chigurdi man eater (leopardo)
1926 - The man eater of Rudraprayag (leopardo)
1929 - The Talla Des man eater (tigre femmina)
1930 - The Chowgarh man eaters (coppia di tigri)
1931 - The Mohan man eater (tigre maschio)
1933 - The Kanda man eater (tigre maschio)
1937 - The Chuka man eater (tigre maschio)
1938 - The Thak man eater (tigre femmina)
Questi 12 animali, che insieme divorarono la bellezza di circa 1200 esseri umani (top killer la tigre di Champawat con 436 morti accreditate, poi il leopardo di Panar che, dopo esser stato ferito da un bracconiere e quindi reso inabile alla caccia delle sue prede naturali, ammazzò circa 400 persone) sono stati tutti uccisi da Corbett e non stento a credere che in quelle regioni lo considerassero quasi un dio. Certamente per me sarà sempre un idolo.
Nella foto in alto Jim con il leopardo di Rudraprayag che terrorizzò per otto lunghi anni la regione del Garwahl e che, pur avendo ucciso "solo" 125 persone, è stato forse il più famoso animale assassino dell'India. Questo perché la zona in cui predava era attraversata dai pellegrini che giungevano da ogni parte del paese per raggiungere i sacri santuari di Kedarnath e Badrinath, meta della vita di ogni buon indù. La sua fama si sparse ovunque in Asia, perfino in Europa, e la sua uccisione decretò la fine di un vero e proprio regno del terrore.
La tigre di Talla Des fotografata accanto al nipote della sua ultima vittima
Jim e lo "Scapolo" di Powalgarh, la tigre più grande: mt. 3.23 per 317 chili!!!
Il leopardo di Panar
sabato 27 settembre 2008
venerdì 26 settembre 2008
Amore e morte: Modena, 21 febbraio 1994.
Uno dei giorni più belli dei miei anni '90: il concerto dei Nirvana a Modena nel '94. Ci arrivai di ritorno dai Caraibi con un nuovo amore, che sarebbe finito in fretta, ma intenso (come scriveva Umberto Saba: Durano sì certe amorose intese quanto una vita e più. Io so di un amore che ha durato un mese, e vero amore fu...). Rammento il fumo, dentro al Palasport e dentro ai baci di lei, nel buio. La musica assordante e quella voce. Quando Kurt Cobain attaccò questa canzone, un classico di David Bowie, molti non la riconobbero, ma io me la ricordavo bene e per sempre mi è rimasto impresso l'urlo di angoscia alla fine, urlo che manca ad esempio nella versione dell'Mtv Unplugged. Roba da accapponare la pelle. Un presagio di dolore senza fine. E di una fine vicina.
Poi, dopo anni, ho scovato su You Tube questo video registrato amatorialmente che documenta quella performance e posso ora condividerlo. La qualità è pessima naturalmente, ma il valore per me è enorme: ricordi di una stagione troppo ricca di emozioni per ripetersi. Ricordi d'amore e di morte: meno di un mese e mezzo dopo, il 5 aprile 1994, Kurt Cobain si sparava nella sua casa a Seattle. E noi non fummo mai più gli stessi.
IRB player of the year 2008: e McCaw?
I nominati sono: Shane Williams e Ryan Jones, rispettivamente ala e capitano del Galles; Mike Blair, mediano di mischia della Scozia; Sergio Parisse, n° 8 dell'Italia e infine, unico rappresentante dell'emisfero Sud!!!, Dan Carter, numero 10 degli All Blacks e già vincitore nel 2005.A parte il fatto che quattro dei cinque nominati appartengono a squadre dell'emisfero Nord, tutt'altro che dominanti nei test match a livello mondiale (il Galles è sesto, la Scozia nona, l'Italia decima) e senza voler discutere l'innegabile valore dei nominati nelle rispettive competizioni, stride da matti l'omissione di Richie McCaw, capitano e numero 7 degli All Blacks, senza dubbio il miglior openside flanker al mondo, giocatore più influente dello stesso Carter (l'Australia si preoccupava più di lui prima della sfida decisiva dell'ultimo Tri Nations) e fattore fondamentale per la rimonta degli All Blacks nella conquista di Tri Nations e Bledisloe Cup. Senza considerare che aveva già capitanato i Crusaders alla conquista dell'ennesimo titolo del Super 14.
Dei magnifici cinque per me dovrebbe vincere Carter alla grande, ma si dice che il favorito sia lo sgusciante Williams, recordman di mete per il Galles, del quale ammiro il coraggio nel giocare con quel fisico da "piccoletto" in mezzo a tanti colossi (però ricordo di lui i placcaggi devastanti subiti in partite più dure del Sei Nazioni durante il tour dei Lions nel 2005).
Ma come si fa a non nominare qualcuno come Jean De Villiers (quest'anno il miglior centro probabilmente), Matt Giteau, Tony Woodcock, Schalk Burger, George Smith (re dei fetcher - grillitalpa) per esempio?
Per il sottoscritto McCaw tutta la vita.
giovedì 25 settembre 2008
La luna scappa...

mercoledì 24 settembre 2008
On the road
198...e qualcosa (un appunto di notte) parte IV - fine

198...e qualcosa (un appunto di notte) parte III

198...e qualcosa (un appunto di notte) parte II

198...e qualcosa (un appunto di notte)

martedì 23 settembre 2008
L'inizio
Bologna, l'estate è finita direi. Stamane è partito persino il riscaldamento. Ma con la mente sono ancora al Garda in vacanza.
Ci tornerò fra parecchi mesi a Brenzone, sponda veronese: un bel posto per qualsiasi cosa.
Ora vediamo di cominciare.





