martedì 30 settembre 2008

Jim Corbett


Vorrei presentare un personaggio, un mito del secolo passato, un uomo semplice, scrittore, cacciatore eppure naturalista con grande rispetto degli animali (passò negli anni dal fucile alla macchina fotografica). Colui a cui fu intitolato il primo parco nazionale indiano: Edward James "Jim" Corbett. Per gli abitanti delle colline del Nord dell'India era "Carpet Sahib"; per Gianni Brera, autore di una splendida prefazione alla versione italiana di Man-eaters of Kumaon, era l'arcangelo con l'express. Parlare di Jim Corbett vuol dire parlare di tigri naturalmente e nessuno più di lui ha conosciuto e rispettato nel suo ambiente lo splendido felino. Lui, che tante volte si era messo sulle tracce delle più pericolose mangiatrici d'uomini in un tempo in cui c'erano cento e passa tigri per ognuna che vive oggi, aveva capito che se l'uomo non si fosse dato da fare la scomparsa di quel felino dalle giungle indiane era solo una questione di tempo. Nessuno meglio di lui nei suoi libri può raccontare quelle storie di vita e di morte, di sacrificio e di coraggio, perciò innanzitutto invito a leggerli.

Man-eaters of Kumaon (io possiedo la versione italiana ormai introvabile: Le mangiatrici d'uomini del Kumaon)
The Man-eating Leopard of Rudraprayag (avevo l'altrettanto introvabile versione italiana: Il leopardo che mangiava uomini: averla perduta è in assoluto una delle cose più stupide che ho fatto in vita mia. Lo cerco sempre nei mercatini dell'usato e naturalmente possiedo l'originale inglese)
My India
Jungle Lore
The Temple Tiger and more man-eaters of Kumaon
Tree Tops
(quest'ultimo ambientato in Kenya durante il soggiorno in quell'hotel della regina Elisabetta nel 1952)
Degli ultimi quattro non esistono traduzioni italiane ma si possono facilmente acquistare in lingua inglese su internet.
Raccomando inoltre le biografie su di lui (che possiedo)
Under the shadow of man-eaters - Jerry Jaleel
Carpet Sahib - Martin Booth
Jim Corbett of Kumaon - D.C. Kala
Jim Corbett master of the Jungle - Tim Werling (un po' romanzato ma gradevole e con foto inedite)

Non riesco nemmeno a immaginare il coraggio che si deve aver avuto per andare da soli sulle tracce di quelle tigri (o leopardi) antropofaghe di cui racconta per affrontarli a distanza ravvicinata, magari al buio, trasformandosi da cacciatori in prede, dopo giorni di disagi, camminando nelle montagne per chilometri, spesso coi nervi tesi per la sensazione di essere spiati dai felini in agguato. E la fatica e lo stress delle veglie notturne su ripari precari in cima a un albero senza poter muovere un muscolo per ore, fare il minimo rumore che potesse vanificare l'attesa di uno sparo liberatore. Per dare un'idea del terrore cui venivano sottoposte quelle regioni dalla comparsa di un antropofago - veri e propri coprifuoco imposti ai villaggi per mesi e mesi - basterà leggere qualche pagina di un suo racconto. Magari ne tradurrò qualcuna in futuro, ma giusto per darvi l'idea dell'impatto:

1907 - The Champawat man eater (tigre femmina)
1910 - The Panar man eater (leopardo)
1910 - The Muktesar man eater (tigre femmina)
1912 - The Chigurdi man eater (leopardo)
1926 - The man eater of Rudraprayag (leopardo)
1929 - The Talla Des man eater (tigre femmina)
1930 - The Chowgarh man eaters (coppia di tigri)
1931 - The Mohan man eater (tigre maschio)
1933 - The Kanda man eater (tigre maschio)
1937 - The Chuka man eater (tigre maschio)
1938 - The Thak man eater (tigre femmina)

Questi 12 animali, che insieme divorarono la bellezza di circa 1200 esseri umani (top killer la tigre di Champawat con 436 morti accreditate, poi il leopardo di Panar che, dopo esser stato ferito da un bracconiere e quindi reso inabile alla caccia delle sue prede naturali, ammazzò circa 400 persone) sono stati tutti uccisi da Corbett e non stento a credere che in quelle regioni lo considerassero quasi un dio. Certamente per me sarà sempre un idolo.

Nella foto in alto Jim con il leopardo di Rudraprayag che terrorizzò per otto lunghi anni la regione del Garwahl e che, pur avendo ucciso "solo" 125 persone, è stato forse il più famoso animale assassino dell'India. Questo perché la zona in cui predava era attraversata dai pellegrini che giungevano da ogni parte del paese per raggiungere i sacri santuari di Kedarnath e Badrinath, meta della vita di ogni buon indù. La sua fama si sparse ovunque in Asia, perfino in Europa, e la sua uccisione decretò la fine di un vero e proprio regno del terrore.




La tigre di Talla Des fotografata accanto al nipote della sua ultima vittima







Jim e lo "Scapolo" di Powalgarh, la tigre più grande: mt. 3.23 per 317 chili!!!





Il leopardo di Panar

1 commento:

Anonimo ha detto...

Io ho in italiano sia Le mangiatrici di uomini del Kumaon che Il leopardo che mangiava uomini: sono di mio padre e sono davvero vecchiotti.
Io sono anticaccia ma i due libri sono davvero belli.