
C'è qualcosa che torna a Venezia da molto lontano
Puoi sentirne la voce su e giù per le calli vicino Rialto
Nelle gondole vuote e sull'acqua dipinta di nero
E' il rumore del tempo, se lo ascolti lo senti nel cuore
Son le navi, partite di qui per andare in Oriente
Son le maschere, tristi nel vento, vestite di seta.
Ma hanno acceso le luci in San Marco: adesso ti sento felice
Se poi cade la neve un momento, vedrai che qualcosa rinasce.
Quei coriandoli, fatti di ghiaccio, si son sciolti fra i nostri capelli
Solo il freddo di marzo è rimasto alla festa e ci invita a ballare
Mentre principi d'oro e d'argento sfilando attraverso la folla
ritornano a casa, io ti stringo più forte
e Arlecchino, geloso, ti butta una rosa
L'ha rubata per te ad un Pierrot, che ora piange davvero
e ci spia da lontano...
Poi si alza e va via: forse è tardi Venezia, ma un giorno torniamo
Carnevale, 1986

Nessun commento:
Posta un commento