
La storia è piena dei cosiddetti “What if “ ovvero cosa sarebbe successo se… Sono stati scritti molti libri su cosa sarebbe potuto succedere se una determinata battaglia “decisiva” fosse finita in un altro modo ed è sempre materia di dibattito fra gli storici dimostrare il perché. Senza voler approfondire più di tanto - non è questo il luogo né io sono all’altezza di un vero storico - voglio raccontare un piccolo episodio che avrebbe potuto cambiare le sorti della battaglia di Waterloo e che si svolse due giorni prima, il 16 di giugno 1815, fra i campi di battaglia di Quatre Bras e Ligny. Ora molti ritengono che se anche Napoleone avesse sconfitto Wellington due giorni dopo, la sua sorte fosse comunque segnata: diverse centinaia di migliaia di soldati almeno, fra austriaci e russi, stavano già muovendo per incontrare l’esercito dell’Imperatore e ci sarebbe stata senza dubbio un’altra battaglia in seguito contro le forze soverchianti della settima coalizione. Ma è innegabile che un successo di Napoleone a Waterloo avrebbe avuto echi fortissimi in tutta Europa, rafforzando il suo mito, galvanizzando la Francia e i suoi alleati che avrebbero anche potuto raggiungere una pace onorevole. Tant’è, ma in quel giugno del 1815 a fronteggiare le armate francesi c’erano solamente i prussiani di Blucher e gli Inglesi di Wellington con alleati minori, il tutto in un numero più o meno doppio dei francesi. Per batterli Napoleone doveva affrontarli separatamente e il suo piano riuscì quasi fino in fondo: a Ligny in effetti i francesi con Napoleone ottennero una grande vittoria (l’ultima) mentre a Quatre Bras il Maresciallo Ney, a cui era stato affidato il comando dell’ala sinistra dell’esercito, non riuscì a prevalere sugli inglesi perdendo all’inizio della giornata una favorevole occasione. Purtroppo per Napoleone i prussiani furono sì sconfitti pesantemente, ma non annientati, e due giorni dopo, nel pomeriggio del 18 giugno, giunsero in tempo a Waterloo a soccorso di Wellington oramai allo stremo delle forze. Il resto è storia, ma sarebbe bastato poco per cancellare dallo scacchiere l’armata di Blucher: diciamo 20.000 uomini. Quelli del I corpo del conte Jean-Baptiste Drouet d'Erlon, che passarono il pomeriggio a peregrinare fra i due campi di battaglia senza partecipare a nessuno dei due scontri e quindi senza giocare quel ruolo decisivo che Napoleone si sarebbe aspettato. L’Imperatore sapeva che la battaglia da vincere era quella di Ligny, e da vincere bene e in fretta. Ney d’altro canto, che a Quatre Bras si batteva col suo solito coraggio contro gli inglesi, non riuscì ad avere mai una chiara visione strategica delle cose. Ma d’altro canto fu colpa di Napoleone avergli affidato un comando così importante trascurando marescialli magari meno coraggiosi in battaglia del Principe della Moskova (e chi poteva esserlo?), ma senz’altro tattici di categoria superiore. Come un errore fu affidare il comando dello stato maggiore a Soult: forse nessuno poteva essere pari al defunto maresciallo Berthier, con il quale non ci sarebbero stati di sicuro quegli equivoci di cui vedremo, ma certamente sarebbe stata miglior scelta quella del maresciallo Suchet, mandato a guidare l’Armata delle Alpi per la difesa di Lione. E poi trascurare Davout, soldato esperto e valente certo più di Ney, lasciato a difendere Parigi, e un certo Gioacchino Murat, il miglior comandante di cavalleria d’Europa.
Ma andiamo un po’ nel dettaglio di come andarono (forse) i fatti quel pomeriggio in Belgio a battaglie già in corso.

Alle 15.15 il capo di stato maggiore Soult scrisse un ordine di Napoleone a Ney: Ney doveva inviare subito le sue forze per circondare il nemico (i prussiani di Blucher) a Ligny e dare il colpo di grazia. Prima che un ufficiale dello stato maggiore, il colonello Forbin-Janson, partisse con tal ordine arrivò un rapporto dal generale Lobau comandante del VI corpo, lasciato indietro a Charleroi. Lobau riportava la notizia del suo capo di stato maggiore, colonnello Janin, che era stato con l’ala sinistra francese, che il maresciallo Ney si stava battendo contro almeno 20.000 inglesi a Quatre Bras. Di conseguenza Napoleone si rese conto che Ney non poteva assolutamente lasciare Quatre Bras e marciare su Ligny perciò decise di richiamare solamente il I corpo di D’Erlon. Per risparmiare tempo questo ordine, in forma di nota scritta a mano, sarebbe andato direttamente a D’Erlon e non tramite il maresciallo Ney.
A tal fine a Forbin-Janson fu affidato non solo l’ordine a Ney delle 15.15 ma quest’ultima nota per D’Erlon: dopo averla portata a D’Erlon Forbin-Janson doveva raggiungere Ney, consegnargli l’ordine delle 15.15 e spiegargli la situazione per ciò che riguardava il I corpo di D’Erlon.
Alle 15.30 il capo di stato maggiore Soult mandò un altro ufficiale, il colonnello Laurent, direttamente a Ney con una copia dell’ordine delle 15.15 Laurent doveva inoltre informare Ney dell’ordine diretto a D’Erlon.
Alle 16.15 Forbin-Janson incontrò il I corpo di D’Erlon a sud di Frasnes che si stava muovendo verso Quatre Bras e ne modificò la direzione di marcia indirizzandolo verso il campo di battaglia di Ligny. D’Erlon però nel frattempo era avanzato fino a Frasnes e stava parlando con gli ufficiali della Guardia della divisione del generale Lefebvre-Desnouettes. Forbin-Janson perciò dovette continuare dal I corpo fino a D’Erlon in persona per mostrargli il biglietto che diceva più o meno così:
“Signor Conte D’Erlon, il nemico (Blucher) sta per cadere nella trappola che gli ho teso. Raggiungete immediatamente con le vostre truppe le alture di St. Amand e piombate su Ligny. Signor Conte state per salvare la Francia e coprire voi stesso di gloria.
Napoleone
Il problema è che Forbin-Janson però, fatto tutto ciò, ritornò a Fleurus dimenticandosi completamente di avanzare fino al campo di battaglia di Quatre Bras per consegnare a Ney l’ordine delle 15.15 e spiegargli il motivo dello spostamento del corpo di D’Erlon.
(Lo storico Houssaye sottolinea come Forbin-Janson non avesse grande esperienza e che non fu saggio da parte di Napoleone affidargli una tale missione. Anche per questo motivo forse fu mandato un duplicato dell’ordine a Ney tramite il colonnello Laurent)
D’Erlon frattanto stava unendosi al suo corpo che marciava verso Ligny e mandò il suo capo di stato maggiore generale Delcambre a informare il maresciallo Ney che il I corpo stava raggiungendo l’Imperatore.
Delcambre alle 17.00 raggiunse Ney che divenne una furia per il fatto di non essere stato informato del movimento di D’Erlon (essendo questa una colpa di Forbin-Janson e non di Napoleone) e immediatamente rimandò indietro Delcambre a ordinare il ritorno di D’Erlon. Ney scioccamente non considerò che il tempo era troppo poco perché il suo ordine di richiamo arrivasse al I corpo e questo lo potesse raggiungere prima del calare della notte. Ma la situazione disperata a Quatre Bras più la sua furia per non esser stato almeno avvisato se non consultato gli fece valutare erroneamente la situazione. E fu solo quando trenta minuti più tardi arrivò il colonnello Laurent con l’ordine delle 15.30 che si rese conto che Napoleone voleva che fosse lui a dargli supporto e non il contrario. Così fu che solo all’arrivo di Laurent la mossa di Napoleone ebbe senso per Ney: Laurent confermò che D’Erlon obbediva a un ordine dell’Imperatore e non seguiva certamente una sua iniziativa, ma era troppo tardi ormai per impedire a Delcambre di richiamare D’Erlon all’ala sinistra.
Alle 17.30 mentre Laurent raggiungeva Ney la comparsa del corpo di D’Erlon che marciava verso Fleurus stava già preoccupando le truppe del III corpo di Vandamme che non potevano sapere di chi si trattasse. Lo stesso Napoleone che aveva richiamato D’Erlon non si aspettava di vedere apparire i suoi soldati in quel punto, a sud, dietro le linee francesi. Perché D’Erlon aveva marciato in una direzione errata! La nota dell’Imperatore gli diceva di raggiungere le alture di St. Amand e piombare su Ligny intendendo che il I corpo avanzasse verso le alture a nord di St. Amand (in altre parole le alture dove sorgeva il villaggio di Brye) poi sul villaggio di Ligny intrappolando e distruggendo le truppe prussiane nelle vicinanze. Ma D’Erlon non avanzò sulle alture ma sul villaggio stesso di St. Amand, in parte per l’ordine non sufficientemente preciso di Napoleone e in parte per sua incompetenza, e questa errata direzione fu fatale. Sicuramente nella mente di Napoleone passò il pensiero che si potesse trattare del I corpo, ma finché non se ne fosse stati certi riconoscendolo da vicino non si potevano correre rischi.
Alle 17.30 Napoleone mandò da Fleurus un aiutante di campo, probabilmente il generale La Bédoyère, che raggiunse la colonna misteriosa e si rese conto che non si trattava di nemici ma del I corpo. Nello stesso tempo circa alle 18.00 Delcambre raggiungeva D’Erlon con l’ordine di Ney di tornare a Quatre Bras. E contro il parere di due suoi generali e contro i desideri della truppe che bramavano l’azione, D’Erlon ritornò indietro!
A quanto pare l’aiutante di campo di Napoleone chiese o pregò D’Erlon di continuare verso il campo di battaglia di Ligny, ma per quanto si trattasse (come tutti gli aiutanti di campo dell’Imperatore) di un ufficiale con speciale autorità, D’Erlon ignorò le sue richieste e si uniformò all’ordine di Ney senza riflettere sul fatto che non sarebbe mai tornato in tempo prima della notte. Lasciò dietro di sé due divisioni (generale Durutte) ma questa fu una mezza misura che rispecchiava la sua natura indecisa e portata al compromesso. L’aiutante di campo non potè far altro che tornare da Napoleone che raggiunse alle 18.30.
(Lo storico Houssaye sottolinea come Forbin-Janson non avesse grande esperienza e che non fu saggio da parte di Napoleone affidargli una tale missione. Anche per questo motivo forse fu mandato un duplicato dell’ordine a Ney tramite il colonnello Laurent)
D’Erlon frattanto stava unendosi al suo corpo che marciava verso Ligny e mandò il suo capo di stato maggiore generale Delcambre a informare il maresciallo Ney che il I corpo stava raggiungendo l’Imperatore.
Delcambre alle 17.00 raggiunse Ney che divenne una furia per il fatto di non essere stato informato del movimento di D’Erlon (essendo questa una colpa di Forbin-Janson e non di Napoleone) e immediatamente rimandò indietro Delcambre a ordinare il ritorno di D’Erlon. Ney scioccamente non considerò che il tempo era troppo poco perché il suo ordine di richiamo arrivasse al I corpo e questo lo potesse raggiungere prima del calare della notte. Ma la situazione disperata a Quatre Bras più la sua furia per non esser stato almeno avvisato se non consultato gli fece valutare erroneamente la situazione. E fu solo quando trenta minuti più tardi arrivò il colonnello Laurent con l’ordine delle 15.30 che si rese conto che Napoleone voleva che fosse lui a dargli supporto e non il contrario. Così fu che solo all’arrivo di Laurent la mossa di Napoleone ebbe senso per Ney: Laurent confermò che D’Erlon obbediva a un ordine dell’Imperatore e non seguiva certamente una sua iniziativa, ma era troppo tardi ormai per impedire a Delcambre di richiamare D’Erlon all’ala sinistra.
Alle 17.30 mentre Laurent raggiungeva Ney la comparsa del corpo di D’Erlon che marciava verso Fleurus stava già preoccupando le truppe del III corpo di Vandamme che non potevano sapere di chi si trattasse. Lo stesso Napoleone che aveva richiamato D’Erlon non si aspettava di vedere apparire i suoi soldati in quel punto, a sud, dietro le linee francesi. Perché D’Erlon aveva marciato in una direzione errata! La nota dell’Imperatore gli diceva di raggiungere le alture di St. Amand e piombare su Ligny intendendo che il I corpo avanzasse verso le alture a nord di St. Amand (in altre parole le alture dove sorgeva il villaggio di Brye) poi sul villaggio di Ligny intrappolando e distruggendo le truppe prussiane nelle vicinanze. Ma D’Erlon non avanzò sulle alture ma sul villaggio stesso di St. Amand, in parte per l’ordine non sufficientemente preciso di Napoleone e in parte per sua incompetenza, e questa errata direzione fu fatale. Sicuramente nella mente di Napoleone passò il pensiero che si potesse trattare del I corpo, ma finché non se ne fosse stati certi riconoscendolo da vicino non si potevano correre rischi.
Alle 17.30 Napoleone mandò da Fleurus un aiutante di campo, probabilmente il generale La Bédoyère, che raggiunse la colonna misteriosa e si rese conto che non si trattava di nemici ma del I corpo. Nello stesso tempo circa alle 18.00 Delcambre raggiungeva D’Erlon con l’ordine di Ney di tornare a Quatre Bras. E contro il parere di due suoi generali e contro i desideri della truppe che bramavano l’azione, D’Erlon ritornò indietro!
A quanto pare l’aiutante di campo di Napoleone chiese o pregò D’Erlon di continuare verso il campo di battaglia di Ligny, ma per quanto si trattasse (come tutti gli aiutanti di campo dell’Imperatore) di un ufficiale con speciale autorità, D’Erlon ignorò le sue richieste e si uniformò all’ordine di Ney senza riflettere sul fatto che non sarebbe mai tornato in tempo prima della notte. Lasciò dietro di sé due divisioni (generale Durutte) ma questa fu una mezza misura che rispecchiava la sua natura indecisa e portata al compromesso. L’aiutante di campo non potè far altro che tornare da Napoleone che raggiunse alle 18.30.

La storia ci dice che il mancato intervento del I corpo impedì a Napoleone di annientare Blucher che, grazie anche a un poco deciso inseguimento il giorno successivo, si ripresentò sulle alture di Mont-Saint-Jean nel pomeriggio del 18 giugno, lui sì per dare il colpo di grazia all’esercito francese.
Molti storici raccontano versioni diverse della nota scritta a mano di Napoleone attribuendone la consegna al generale La Bédoyère, alcuni dicendo addirittura che la buttasse giù La Bédoyère di suo pugno per convincere D’Erlon. Non sapremo mai veramente come andarono le cose, quella che ho raccontato è per me la versione più verosimile: la sostanza dei fatti è che per un caso di mancanza di comunicazione la storia ha preso una strada diversa da quella che poteva essere. Mi piacerebbe che qualcuno girasse un bel film ambientato in quel pomeriggio di quasi due secoli fa, io avrei in mente una sceneggiatura…
Nelle foto: in alto il campo di battaglia di Ligny e Quatre Bras; al centro il maresciallo Ney, principe della Moskova; in basso il generale conte Jean-Baptiste Drouet d'Erlon

Nessun commento:
Posta un commento