
Ieri notte ho sognato di tornare a Maun. O era Victoria Falls, l’albergo vittoriano. Il buffet africano e tutti quei sapori strani, forti. Era l’anno in cui Eltsin salvava Gorbaciov in estate e io sudavo nella camera a Johannesburg ubriaco di sambuca e sushi sognando gli ippopotami del fiume Chobe. Ma era stato prima, a nord, in Botswana. Sull’Okavango in canoa (i mokoro li avevano finiti?) in mezzo a tutti quei papiri che neanche la valle del Nilo. A far foto ai sitatunga e ai bufali da quattro metri. L'ippopotamo che emerse dal nulla a sbarrarci la strada...

La notte dormire nel freddo della tenda e fuori il concerto di tutte le notti da milioni di anni in Africa. E in fondo a tutto come in un racconto di Hemingway c’era la iena.
Ho sognato le giraffe nel primo sole dell’alba...
Ho sognato le giraffe nel primo sole dell’alba...

Pallide ombre di elefanti nella sabbia rossa della sera. E ho sognato i leoni, come Santiago nel Vecchio e il Mare. Ho sentito un ruggito e gli strilli dei babbuini. Mi sono svegliato e il cuore mi batteva forte.

Nessun commento:
Posta un commento