lunedì 15 dicembre 2008

Africa addio






Ieri notte ho sognato di tornare a Maun. O era Victoria Falls, l’albergo vittoriano. Il buffet africano e tutti quei sapori strani, forti. Era l’anno in cui Eltsin salvava Gorbaciov in estate e io sudavo nella camera a Johannesburg ubriaco di sambuca e sushi sognando gli ippopotami del fiume Chobe. Ma era stato prima, a nord, in Botswana. Sull’Okavango in canoa (i mokoro li avevano finiti?) in mezzo a tutti quei papiri che neanche la valle del Nilo. A far foto ai sitatunga e ai bufali da quattro metri. L'ippopotamo che emerse dal nulla a sbarrarci la strada...








La notte dormire nel freddo della tenda e fuori il concerto di tutte le notti da milioni di anni in Africa. E in fondo a tutto come in un racconto di Hemingway c’era la iena.
Ho sognato le giraffe nel primo sole dell’alba...





Pallide ombre di elefanti nella sabbia rossa della sera. E ho sognato i leoni, come Santiago nel Vecchio e il Mare. Ho sentito un ruggito e gli strilli dei babbuini. Mi sono svegliato e il cuore mi batteva forte.

Nessun commento: