lunedì 8 dicembre 2008

Rotte dimenticate






Riordinando vecchie foto ci sono sempre tutte quelle isole a sud di Anegada - la più bella? - (aragoste sulla spiaggia e ballare a una gara di limbo alla sera senza speranza di vincere) giù giù passando per Jost van Dyke, Tortola. I Bath a Virgin Gorda. Anguilla un paio di volte (le balene, il raggio verde), St. Maarten (i primi planter's punch) e St. Barth (kingfish al barbecue sulla barca, Keith Richards degli Stones sulla banchina, ormeggio difficile). St. Kitts in taxi e tagliarsi i capelli in barca a Nevis il pomeriggio dopo. Poi Montserrat all'orizzonte prima dell'eruzione e Antigua alla festa in collina con la prima donna (I will always love you...) controvento a motore col mal di mare. Barbuda come un sogno sulla spiaggia (ancora aragoste)...







Un altro atterraggio in Martinica, un altro amore, fino a Saint Lucia: prima Castries poi Soufriere (quella pinacolada!). Bequia di nascosto fuori dal bar e nel bosco. Tobago Keys la prima volta nella luce accecante (lei faceva sci d'acqua ed era felice dopo il bagno nascosti sotto la pioggia), pochi anni dopo non era più lo stesso posto ma siamo arrivati a Mustique (Macaroni beach e la villa di Bowie), a Petit St. Vincent (ma senza sbarcare innamorato sul tender sotto il diluvio) e infine a seppellire i vecchi occhiali da sole sotto uno scoglio a Palm Island di fronte a Union con gli squali nella vasca davanti all'Anchorage dove fuggimmo di nascosto quella sera con tutte quelle stelle e tutti quei baci senza pensare in quel momento che il giorno dopo si piange a un aeroporto.






Non ricordo quale generale tedesco disse una volta che non bisognerebbe mai tornare nelle città dove si è stati felici...



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